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I costi delle finestre a ecobonus 50% nel Decreto

I costi delle finestre a ecobonus 50% nel Decreto

Fissati i prezzi al metro quadrato per serramenti e schermature solari e pareti ventilate alla Tabella 1 dell’Allegato I. Costi al netto di Iva, installazione e posa. Il decreto Requisiti tecnici entra immediatamente in vigore appena pubblicato

I costi delle finestre comprensive di infissi e delle schermature solari che godono dell’ ecobonus 50% sono oramai stati fissati dal decreto Requisiti tecnici di imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. E, attenzione, il decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

Perché i costi delle finestre comprensive di infissi? Perché per gli interventi per i quali l’asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore o dell’installatore, come la sostituzione dei vecchi infissi, l’ammontare massimo delle detrazioni fiscali o della spesa massima ammissibile è calcolato sulla base dei massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento di cui all’allegato I al decreto (vedi estratto della Tabella 1 in home page).

Perché un decreto sui costi delle finestre?

Il decreto Requisiti tecnici attua di fatto il disposto di una legge vecchia di otto anni. Si tratta del decreto-legge n. 63 del 2013 che per l’appunto all’articolo 14, comma 3-ter prevede l’emanazione di un decreto che definisca i requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che danno diritto alla detrazione delle spese sostenute per interventi di efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente (ecobonus). A ciò vanno oggi aggiunti i requisiti tecnici per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti (il bonus facciate inserito  nella legge di Bilancio 2020)) e, ultimi arrivati, gli interventi che danno diritto al Superbonus 110%, come da Decreto Rilancio, legge n. 77/2020. Il decreto non contempla solo requisiti tecnici ma anche requisiti procedurali e i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento.

I costi delle finestre a ecobonus al 50% vanno intesi in senso ampio in quanto seguendo la definizione iniziale, rinvenibile all’articolo 1 del decreto, con il termine di finestre comprensive di infissi si intendono le chiusure tecniche trasparenti e opache, apribili e assimilabili, e dei cassonetti, comprensivi degli infissi. Quindi le finestre vere e proprie, ma anche le porte di ingresso, le porte e i portoni da garage, e pure le porte interne, come ha evidenziato un paio di giorni fa il ministro Patuanelli, affermando in audizione in Commissione Parlamentare: “anche le porte interne, oltre alle finestre, sono detraibili, posto che contribuiscono a migliorare l’efficientamento energetico dell’edificio”.

Quali, dunque, i massimali dei costi delle finestre a ecobonus 50%?

I valori sono rimasti gli stessi che avevamo pubblicato un mese fa estratti dalla prima bozza del decreto Requisiti tecnici.

Così ì serramenti a ecobonus 50pc nelle zone climatiche A, B e C avranno come costo limite omnicomprensivo 550 €/m2. Se poi c’è una chiusura oscurante – persiana, tapparella o scuro, tutte assieme! – il prezzo limite sale di 100€ al m2 a 650€/mq. Se l’intervento è collocato nelle zone climatiche D, E e F il prezzo sale a 650€/m2. La presenza di una chiusura oscurante – persiana, tapparella o scuro, tutte assieme! –. fa crescere il costo di 100€/m2 a 750€/mq
A seguito delle proteste del mondo dell’edilizia e della serramentistica i costi così definiti sono netti. Lo precisa la importante nota a fondo pagina che afferma: “I costi esposti in tabella si considerano al netto di IVA, prestazioni professionali e opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie”.
E non è poco perché tra IVA, prestazioni professionali, pratiche Enea, smaltimento vecchi infissi, oneri di installazione e costi di posa si va dal 25% al 40% del valore delle opere.
I produttori di schermature solari hanno avuto un aumento di 50€ al metro quadro passando a 230 €/mq. Bene!
Le pareti ventilate sono rimaste inchiodate a 200€/mq.

Primi commenti sui costi delle finestre

Va detto subito che è molto positivo che i prezzi  siano al netto di IVA, prestazioni professionali, costi di installazione e oneri di posa. Va anche notato che:

-L’extra prezzo di 100€/m2 è estremamente punitivo per prodotti come scuri e persiane che sul mercato spuntano molto di più a causa di costi intrinseci molto elevati. Scuri e persiane in alluminio sono martirizzati ma anche quelli in legno non se la cavano bene. E neanche quelli in pvc, se facciamo i conti bene.

-Incomprensibile ci appare la mancanza di distinzione di costi, che avviene in tutti i prezzari regionali, tra serramenti in legno, pvc, alluminio e acciaio. Appaiono puniti infissi in legno di pregio, alluminio e acciaio.  Meglio sarebbe stato avere come riferimento i prezzari regionali, provinciali, delle Camere di Commercio, come è stato per il Superbonus. Almeno questi distinguono tra finestre e porte di ingresso, tra prodotti con materiali diversi.

-Il prezzo al mq di un infisso, anziché a corpo, è un termine di misura antiquato e barbaro.

-Manca il minimo di fatturazione, in riferimento alla superficie minima di misurazione, spesso riportata nei prezzari. Le finestrelle di bagni richiedono un impegno non inferiore…

-Incomprensibile per noi resta un listino unico nazionale, di stile sovietico, in un mondo altamente competitivo dove i prezzi si autoregolamentano in maniera naturale nel feroce quotidiano equilibrio tra tanta offerta e domanda. Certamente occorreva porre dei massimali per evitare abusi ma ciò lo si poteva fare in modo più moderno e meno impositivo. Per evitare il rischio di sovrapprezzi avremo l’esatto contrario: sardine vendute al prezzo delle aragoste, diceva il serramentista Cuccu di Cagliari. Truffe a iosa ai danni di clienti finali e dello Stato. Porte aperte ai furbastri, italici e non, e bastonate giù dure a chi fa ricerca e sviluppo, investe in design e tecnologia, prove di laboratorio.

-La domanda che poniamo ancora oggi: che senso ha avere un listino unico nazionale dei costi delle finestre  per Bolzano ed Enna, città entrambe in zona climatica E? I costi di opere, servizi e manodopera sono ben diversi nelle due città….

-Resta da vedere come si comporteranno esco e colleghi quando si troveranno a rifare i conti dei costi della cessione del credito sulla base del listino unico nazionale. Chi pagherà la differenza? Vediamo conflitti a non finire…

-Di stile sovietico è pure il comma 4 dell’ultimo articolo, il 12 (Disposizioni finali ed entrata in vigore):

“Le disposizioni di cui al presente decreto, entrano in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana“.

su cui già era stato puntato il dito da Normator.  Quindi, tutti sul chi vive in attesa della pubblicazione del decreto Requisiti tecnici perché cambiano prezzi e trasmittanze termiche degli infissi (vedi qui).

Questi i primi commenti alla luce di una bozza che appare essere proprio la definitiva.

a cura di Ennio Braicovich

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